Terapia Focalizzata sulla Compassione (CFT)

Terapia Focalizzata sulla Compassione (CFT)

Di Christophe Herbert, psicologo


Terapia Focalizzata sulla Compassione (CFT)

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Una formazione continua per psicologi e psicoterapeuti

La Terapia Focalizzata sulla Compassione — in inglese Compassion-Focused Therapy, o CFT — è stata sviluppata dallo psicologo clinico britannico Paul Gilbert a partire dal suo lavoro clinico con pazienti che presentavano una depressione cronica severa, una vergogna interiorizzata massiccia e un'autocritica virulenta. Constatando che gli approcci cognitivo-comportamentali classici producevano in questi pazienti risultati limitati — non per difetto di comprensione intellettuale, ma per incapacità di provare un autentico sollievo interiore — Gilbert ha elaborato un quadro teorico e clinico originale che pone la compassione al centro del dispositivo terapeutico.

Questa formazione propone un percorso completo attraverso i sette moduli costitutivi della CFT, dai suoi fondamenti teorici evoluzionistici fino alle applicazioni cliniche avanzate e al lavoro personale del terapeuta. È rivolta a psicologi, psicoterapeuti, psichiatri e altri professionisti clinici che desiderano integrare gli strumenti della CFT nella loro pratica con pazienti che presentano vergogna cronica e autoattacco severo.

Un quadro teorico radicato nell'evoluzione e nell'attaccamento Il nucleo concettuale della CFT si fonda sul modello dei tre sistemi affettivi, basato sui lavori del neuroscienziato Jaak Panksepp e sulla psicologia evoluzionistica. Questo modello distingue tre sistemi di regolazione emotiva sviluppatisi in momenti diversi dell'evoluzione dei mammiferi: il sistema di minaccia, che mobilita la paura, la rabbia e il disgusto di fronte al pericolo; il sistema di drive, che spinge alla ricerca di risorse, ricompense e realizzazioni; e il sistema di rassicurazione, che permette il sollievo, la connessione e il senso di sicurezza.

Nei pazienti con vergogna cronica, il sistema di minaccia è in iperattivazione permanente, il sistema di drive viene spesso utilizzato come strategia compensatoria, e il sistema di rassicurazione resta in gran parte inaccessibile. Questa firma affettiva non è una mancanza morale o personale — è la traccia neurobiologica di una storia di attaccamento precoce in cui le condizioni dello sviluppo del sistema di rassicurazione non sono state pienamente soddisfatte. La formazione stabilisce questo ponte teorico tra la CFT e la teoria dell'attaccamento di Bowlby, basandosi anche sui lavori contemporanei di Allan Schore sulla regolazione interattiva, di Daniel Stern sulla sintonizzazione affettiva, e di Stephen Porges sulla teoria polivagale.

Vergogna, senso di colpa e Critico Interiore La distinzione clinica tra vergogna e senso di colpa — così come è stata stabilita da June Tangney e dai suoi collaboratori — costituisce un punto d'appoggio essenziale del lavoro terapeutico. Il senso di colpa riguarda un'azione e orienta verso la riparazione; risponde agli interventi cognitivi classici. La vergogna riguarda il sé e orienta verso il ritiro; non si lascia ridurre dalla semplice argomentazione logica. Confondere i due conduce a errori terapeutici frequenti.

La formazione esplora poi la cartografia del Critico Interiore, le sue origini evolutive, le sue funzioni protettive, e le sue quattro forme cliniche principali: punitiva, esigente, sprezzante e aggressiva. Riconoscere la forma dominante del Critico in un dato paziente orienta con precisione l'intervento.

Le pratiche fondamentali del Compassionate Mind Training Il Compassionate Mind Training — spesso abbreviato in CMT — costituisce il cuore operativo della CFT. La formazione presenta in dettaglio le tre pratiche di base che ogni clinico CFT deve padroneggiare: il ritmo respiratorio calmante, che attiva il nervo vago ventrale e il sistema nervoso parasimpatico; la postura compassionevole, che mobilita corporeamente le condizioni di attivazione del sistema di rassicurazione; e la mindfulness ancorata nel sistema di rassicurazione, che costituisce un'accentuazione specifica della CFT rispetto agli approcci classici di mindfulness.

La compassione vi è definita secondo l'architettura precisa elaborata da Gilbert: sei attributi (cura per il benessere, sensibilità, simpatia, tolleranza al disagio, empatia, non-giudizio) e sei competenze (attenzione, pensiero, comportamento, immaginazione, sentire e sensazioni compassionevoli). Questa architettura rende la compassione esercitabile clinicamente e permette di identificare con precisione dove il lavoro deve concentrarsi per ciascun paziente.

L'immaginazione compassionevole e la costruzione del Sé compassionevole Il lavoro esperienziale attraverso l'immaginazione compassionevole costituisce uno dei pilastri tecnici della CFT. La formazione descrive in dettaglio le quattro costruzioni immaginative centrali: il luogo sicuro, spazio mentale in cui il sistema di rassicurazione può attivarsi in sicurezza; l'Essere Compassionevole Idealizzato, figura immaginata che incarna le quattro qualità principali della compassione — saggezza, forza, calore, impegno; il Sé Compassionevole, qualità che il paziente sviluppa e incarna progressivamente in se stesso; e la pratica di rivolgersi alla parte sofferente da questo Sé Compassionevole — perno del lavoro esperienziale CFT.

Per i clinici formati alla schema therapy, queste costruzioni presentano parentele metodologiche esplicite con la modalità Adulto Sano e il lavoro di Imagery Rescripting. La formazione precisa le sovrapposizioni e le distinzioni tra questi approcci complementari.

Il lavoro esperienziale sul Critico Interiore Una volta che il Sé Compassionevole è sufficientemente costruito, il lavoro clinico può affrontare direttamente il Critico Interiore. La formazione presenta tre tecniche centrali: la cartografia sistematica del Critico secondo cinque dimensioni (voce, attivatori, funzioni, forma, origini); il lavoro con le sedie, che esternalizza le voci interne nello spazio fisico dello studio e permette un dialogo tra il Sé Compassionevole e il Critico — secondo un protocollo non-avversariale che riconosce la funzione protettiva del Critico; e le lettere compassionevoli, pratica scritta empiricamente documentata (in particolare da Russell Kolts e Dennis Tirch) che si declina in tre forme principali.

Lo scopo ultimo di questo lavoro non è l'eradicazione della vergogna, ma la sua trasformazione: la vergogna cessa di essere l'asse organizzatore dell'esperienza psichica per diventare una vecchia ferita tenuta da una presenza compassionevole interna.

Le paure, i blocchi e le resistenze alla compassione (FBR) Uno degli apporti clinicamente più trasformativi della CFT risiede nel concetto di FBR — fears, blocks and resistances. I pazienti che avrebbero più bisogno di compassione sono spesso quelli che la rifiutano più fortemente. Questa resistenza non è un difetto di motivazione terapeutica — è la coerenza psichica di una storia di attaccamento in cui il calore si è associato al pericolo. Più che un ostacolo al lavoro CFT, le FBR sono il lavoro CFT.

La formazione presenta la distinzione tra paure, blocchi e resistenze; la loro espressione sui tre flussi della compassione (dare agli altri, ricevere dagli altri, manifestare a se stessi); le loro origini evolutive secondo i pattern di attaccamento; le cinque forme cliniche più frequenti; i segnali che permettono di identificarle in seduta; e un protocollo strutturato in cinque tempi per lavorarle.

Gli adattamenti clinici per popolazione Se il modello di base della CFT è generale, ciascuna presentazione clinica presenta delle specificità. La formazione affronta i principali adattamenti per popolazione: la depressione cronica — terreno originario del modello; i disturbi alimentari, con i lavori pionieristici di Ken Goss e Allison Kelly; il trauma complesso, che richiede precauzioni sostanziali e un'articolazione con altri approcci terapeutici; le dipendenze, in particolare secondo gli sviluppi di Russell Kolts; i disturbi d'ansia; e i disturbi di personalità, in particolare le presentazioni borderline e narcisistiche.

Il lavoro personale del terapeuta La CFT, più di altri approcci, esige che il terapeuta incarni ciò che propone al suo paziente. L'autocompassione del clinico non è un comfort personale opzionale — è una necessità operativa. Senza una pratica personale stabile, il rischio di esaurimento empatico, di modellizzazione incompleta e di scivolamento verso una compassione fittizia diventa considerevole.

La formazione affronta le cinque pratiche personali centrali del terapeuta CFT, le caratteristiche distintive della supervisione compassionevole, e insiste sul principio enunciato da Gilbert: la compassione autentica include il coraggio — ciò che Gilbert chiama il grit. Senza coraggio, la compassione scivola verso la compiacenza, l'autocompiacenza o la tolleranza di ciò che dovrebbe essere limitato.

A chi si rivolge questa formazione Questa formazione si rivolge a psicologi, psicoterapeuti, psichiatri e altri professionisti clinici che dispongono di una formazione preliminare in psicopatologia e psicoterapia. Una conoscenza di base degli approcci cognitivo-comportamentali, della schema therapy o degli approcci psicodinamici contemporanei facilita l'appropriazione dei concetti CFT. La formazione è particolarmente indicata per i clinici che lavorano regolarmente con pazienti che presentano vergogna cronica, autocritica severa, disturbi alimentari, disturbi dell'umore resistenti, o esiti di attaccamento insicuro.

Obiettivi pedagogici Comprendere il quadro teorico della Terapia Focalizzata sulla Compassione — modello dei tre sistemi affettivi, ponti evoluzionistici e dello sviluppo, distinzione vergogna/colpa, architettura del Critico Interiore — e situarlo nel panorama degli approcci psicoterapeutici contemporanei. Applicare le pratiche fondamentali del Compassionate Mind Training e le tecniche di immaginazione compassionevole nella conduzione delle sedute cliniche, adattando ciascuna tecnica al profilo e ai bisogni specifici del paziente. Analizzare le manifestazioni cliniche delle paure, dei blocchi e delle resistenze alla compassione nei pazienti, identificare le loro origini evolutive, e mobilitare il protocollo in cinque tempi per lavorarle senza considerarle come ostacoli alla presa in carico. Valutare le indicazioni e i limiti della CFT per differenti presentazioni cliniche — depressione cronica, disturbi alimentari, trauma complesso, disturbi di personalità — e concepire un'articolazione coerente tra la CFT e altri approcci terapeutici complementari. Un approccio che si costruisce nel tempo La CFT non è una tecnica che si acquisisce in poche settimane. È una postura clinica che si coltiva nel corso di anni di pratica, di supervisione e di lavoro personale. Questa formazione introduttiva ti fornisce il quadro concettuale completo e le tecniche principali. Il dispiegamento di questa postura nella tua pratica quotidiana — con i tuoi pazienti e con te stesso come clinico — costituisce il lavoro che inizia poi.

Formato online asincrono

La formazione è strutturata in otto moduli autonomi, consultabili al vostro ritmo. Ogni modulo combina un verbatim presentato in video, diapositive illustrate e un test finale per validare l'acquisizione dei concetti essenziali.

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